<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Appigli &#187; Parole</title>
	<atom:link href="http://www.appigli.net/tag/parole/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.appigli.net</link>
	<description>"Conta solo andare, stare nella corrente della propria solitudine esposta, inservibile alle mete." (Erri de Luca)</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Dec 2011 22:07:42 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>L&#8217;odore delle cose</title>
		<link>http://www.appigli.net/2010/11/02/lodore-delle-cose/</link>
		<comments>http://www.appigli.net/2010/11/02/lodore-delle-cose/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 21:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Noemi Fulli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appigli.net/?p=299</guid>
		<description><![CDATA[Non mi succedeva da tempo. Ho tentato in tutti i modi di non affezionarmi agli oggetti, di non renderli testimoni, emblemi di qualche avvenimento legato al passato. Ho tentato di non possedere nulla, in questo specifico senso, che andasse al di là di me stessa, che non fosse quindi memoria, ricordo, qualcosa che inizia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi succedeva da tempo. Ho tentato in tutti i modi di non affezionarmi agli oggetti, di non renderli testimoni, emblemi di qualche avvenimento legato al passato. Ho tentato di non possedere nulla, in questo specifico senso, che andasse al di là di me stessa, che non fosse quindi memoria, ricordo, qualcosa che inizia e finisce con i limiti della mia possibilità di intervento sul mondo. Ieri ho scoperto che non è così, che non posso farlo. Non so dire fino a che punto gli oggetti supportano la memoria, fino a che punto la memoria è invece indipendente dagli oggetti. So che le cose, oltre alla loro fisicità che le rende visibili, hanno anche un odore. Al di là delle scritte stampate in una lingua straniera su un biglietto dell&#8217;autobus di una città lontana, che si rendono immediatamente visibili, percettibili, l&#8217;odore che le cose conservano è ciò che forse più contrae i piani temporali, che in pochi istanti rende presente il passato.</p>
<p>Nel pensare al viaggio, l&#8217;accento viene eccessivamente posto sul piano geografico, ma così non dovrebbe essere. Ciò che più ha senso sottolineare in uno spostamente è che esso è frapposto fra un prima e un dopo, un prima che definisce il <em>lì </em>e un dopo che definisce il <em>qui. </em>Così, la cosa più straziante da pensare quando l&#8217;odore dei vestiti, che appositamente avevo lasciato nella valigia, che non avevo disfatto per ritardare il più possibile questo momento, mi riporta a quegli istanti ormai perduti, è che pur tornando nello stesso luogo geografico, rimarrei delusa nel non ritrovare tutto ciò che era <em>prima.</em></p>
<p>E adesso, nel <em>dopo, </em>la visione di un cielo grigio non sarebbe la stessa, così come il respiro di pioggia che bagna, di quell&#8217;umidità che non potrà più avere lo stesso sapore di quel preciso momento, che non può tornare. E l&#8217;odore della mia pelle non è il solo che rimane attaccato ai vestiti e nel tirarli fuori dico a me stessa che sì, quell&#8217;odore lì è l&#8217;odore di Berlino, l&#8217;odore di Berlino in quei giorni, che non sarà mai e mai più l&#8217;odore di Berlino di altri giorni.</p>
<p>E&#8217; un disperato tentativo di prolungare ciò che non può essere durevole con qualcosa che può esserlo ancora meno; faccio l&#8217;impossibile per far sì che la memoria non svanisca affidando questa alle cose, che, per natura, non possono che essere di breve durata.</p>
<p>Non so quale sia il giusto modo di vivere, come si sta al mondo, ma so cosa non mi aiuta a stare bene e fra tutto questo, sto male al pensiero che le cose possano durare solo pochi giorni, poche ore. Chi decide di abbandonarsi al tempo, all&#8217;effimero, può farlo esclusivamente in totale assenza di coscienza, altrimenti la sua vita sarebbe piena di angosce e i suoi sogni non potrebbero che essere tormentati.</p>
<p>Spero di avere la decenza e il pudore, in futuro, di essere all&#8217;altezza della mia inclinazione. Spero che l&#8217;odore di quella vita intravista possa svanire presto, perché della brevità e solo di questa può essere degna un&#8217;apparizione.</p>
<p><em>&#8220;Il senso delle cose toccate nessuno ti cancellerà più dalle dita&#8221;</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appigli.net/2010/11/02/lodore-delle-cose/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contrazioni</title>
		<link>http://www.appigli.net/2010/03/13/contrazioni/</link>
		<comments>http://www.appigli.net/2010/03/13/contrazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 17:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Noemi Fulli</dc:creator>
				<category><![CDATA[frammenti]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione]]></category>
		<category><![CDATA[Parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appigli.net/?p=190</guid>
		<description><![CDATA[Le parole che vorrei dirti. Non sei tu, non sei solo tu, ma sei tutti quelli che, come te e come me, desiderano.
Non trovo una linea, solo gradini da scalare uno a uno; non orizzonti, solo domani troppo vicini.
Riconoscersi. Voglia di tenerti la mano. Cercarti. Farti sapere che, in qualche modo, queste parole sono per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole che vorrei dirti. Non sei tu, non sei solo <em>tu</em>, ma sei tutti quelli che, come te e come me, desiderano.</p>
<p>Non trovo una linea, solo gradini da scalare uno a uno; non orizzonti, solo domani troppo vicini.</p>
<p>Riconoscersi. Voglia di tenerti la mano. Cercarti. Farti sapere che, in qualche modo, queste parole sono per te, per tutti voi, per tutti noi.</p>
<p>Sarebbe tutto grigio, se non ci fossero ricordi di giornate di luce intensa.</p>
<p><em>Nella mia casa che riscalda, tu mi parli delle grandi cose che nessun altro sa.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appigli.net/2010/03/13/contrazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ritorni</title>
		<link>http://www.appigli.net/2009/08/08/ritorni/</link>
		<comments>http://www.appigli.net/2009/08/08/ritorni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 11:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Noemi Fulli</dc:creator>
				<category><![CDATA[frammenti]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appigli.net/?p=102</guid>
		<description><![CDATA[Geografie, dicevamo. Ci sono luoghi che conservano una parte del nostro passato e quindi una parte di noi.  Luoghi. Luoghi che ci capita per caso di ripercorrere dopo tanto tempo e che, oltre alla percezione dello spazio, ci permettono di scorgere anche la dimensione del tempo. Un tempo che però non c&#8217;è più. Ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Geografie, dicevamo. Ci sono luoghi che conservano una parte del nostro passato e quindi una parte di noi.  Luoghi. Luoghi che ci capita per caso di ripercorrere dopo tanto tempo e che, oltre alla percezione dello spazio, ci permettono di scorgere anche la dimensione del tempo. Un tempo che però non c&#8217;è più. Ed è questo che più mi tormenta: l&#8217;essenza di qualcosa che non ritorna, l&#8217;essenza di qualcosa che non si afferra. L&#8217;essenza del tempo, il tempo stesso.</p>
<p>Luoghi che entrano nella nostra memoria, che occupano uno spazio della nostra mente e che difficilmente ci abbandonano. Ed è meglio così: ricordi che non ci permettono di dimenticare le nostre origini, i nostri percorsi e che ci donano un io che è racchiuso nella consapevolezza del <em>chi sono.</em></p>
<p>Ricordi dunque. Ricordi che prendono forma nelle immagini e si proiettano davanti ai nostri occhi e passando per una consapevolezza troppo lucida scompaiono nel nulla. E no, non c i sto, voglio rivedere e rivivere quei momenti adesso, qui, in questo luogo dell&#8217;anima a cui per sempre sarò legata. Ma no, non posso legarmi a niente, il tempo distrugge tutto: gli affetti, i luoghi e perfino i ricordi che sempre più si fanno opachi, indefiniti, senza contorni. Tutto diventa ineffabile, muto. Resta solo quello che non c&#8217;è, che non c&#8217;è più, che non è nel qui e ora. Resta solo una piccola fessura nella memoria da cui si può scorgere una vita, un frammento di vita passata, che è la mia vita.</p>
<p>&#8220;<em>Ed oggi, sulla porta, mi ha avvinghiato la mia anima di allora; ho riassistito in un istante a tutto il mio passato.&#8221; Antonia Pozzi, </em>Ritorni da <em>Parole</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appigli.net/2009/08/08/ritorni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

