Posts Tagged ‘Antonia Pozzi’

L’oppressa nostalgia della luce

Cos’è la nostalgia? Mi domando e non so darmi risposta, non in questa lingua contaminata da un’altra lingua che con lentezza sta entrando a far parte di me nel modo di vedere le cose del mondo, nell’osservare, nel reagire, nel relazionarmi. Non so dirmi se è una mancanza o un sentirsi pieni di qualcosa che [...]

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Sulle rive del Neckar

“Ed io al crocicchio,
a decifrare nomi
di strade sconosciute -
sola alle soglie
di una città nuova,
sola con la mia preda
di felicità – con l’eco
della tua voce.” Tre sere, Antonia Pozzi
Non so definirlo. Andare via senza avere una data precisa di ritorno è strano. Sento che la solitudine, in questi primi giorni, non pesa. Anzi, è il modo [...]

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L’odore delle cose

Non mi succedeva da tempo. Ho tentato in tutti i modi di non affezionarmi agli oggetti, di non renderli testimoni, emblemi di qualche avvenimento legato al passato. Ho tentato di non possedere nulla, in questo specifico senso, che andasse al di là di me stessa, che non fosse quindi memoria, ricordo, qualcosa che inizia e [...]

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Parentesi

Lascio queste riflessioni che seguono come testimonianza di un viaggio che avrei dovuto fare da tempo e che alla fine è arrivato. L’intento con cui ho scritto certe cose è quello di riportarle come fotografie, diapositive, nulla di più. Alla base c’è il desiderio di non far cadere tutto nell’oblio, di collezionare  il più possibile [...]

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Facce

Strana la luce estiva che cambia il colore delle cose. Non è certo solo in superficie che tutto assume tonalità diverse, ma anche dentro, nel profondo, qualcosa cambia e tanto forse resta, ma resta mutato. Sento scivolare via la malinconia del passato, adesso, sulle note di Hotel Supramonte e le lacrime che si facevano cristallo [...]

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Iperuranio

Ci sono persone che nascono con un preciso destino già tracciato, come se addosso avessero un segno indelebile che li accompagna per la vita. Se dovessi guardare me stessa e pensare a un motivo ricorrente della mia vita, per me il segno si identificherebbe con la solitudine. Uno dei ricordi più nitidi della mia infanzia [...]

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Contrazioni

Le parole che vorrei dirti. Non sei tu, non sei solo tu, ma sei tutti quelli che, come te e come me, desiderano.
Non trovo una linea, solo gradini da scalare uno a uno; non orizzonti, solo domani troppo vicini.
Riconoscersi. Voglia di tenerti la mano. Cercarti. Farti sapere che, in qualche modo, queste parole sono per [...]

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Urbana

Se le mie parole potessero essere offerte a qualcuno questa pagina porterebbe il tuo nome.
Antonia Pozzi.
Strana voglia di cose belle. Non succedeva da un po’, anche se è sempre stata una costante nella mia vita la tensione verso la bellezza. Come i suoi occhi, il suo sorridermi, la sua voce.
Camminare questa città che mai del [...]

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La vita sognata (cit.)

In questa mattina in cui le superfici sono di nuovo bagnate di pioggia, apro gli occhi su questa finestra aperta allo sguardo solo a metà, ma questa metà mi basta per percepire immediatamente com’è il mondo stamattina. Mi rendo conto che anche la superficie dei miei occhi è bagnata di lacrime da un’assenza che ancora [...]

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In principio era il verbo

E l’idea che poco di ciò che diciamo è frutto del nostro pensiero, che la maggior parte delle parole che pronunciamo è già stata detta un po’ mi spaventa. Poco è quello che creo. Riconosco una verità in questo: soprattutto nel periodo che sto attraversando in cui cerco nelle parole dei poeti una definizione allegorica [...]

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