Geografie nascoste

Succede spesso che i migliori spunti per le migliori riflessioni vengano in mente nel momento immediatamente precedente al sonno. Così, qualche giorno fa, chiudendo gli occhi, mi è apparsa l’immagine di uno dei luoghi che mi era capitato di visitare in sogno.  E’ stato strano l’effetto che mi ha fatto questa visione perché mi sono chiesta se veramente possa esserci un luogo simile all’interno di tutte le geografie esistenti.  Se ogni cosa che occupa spazio è sottoposta a una geografia, allora quel luogo esiste, perché occupa uno spazio che risiede nella mia mente, nella mia memoria. E così come questo luogo, ogni cosa che prende parte al mondo si colloca in una geografia (anche qui,  nel linguaggio troviamo un indizio nella parola partecipare, prendere parte, che implica necessariamente un occupare un posto, uno spazio e quindi, dare vita a un luogo). Banalmente, anche l’uomo, con il suo essere corpo, occupa spazio. Ma nel caso dell’uomo mi viene da pensare che la faccenda sia più complessa: l’essere umano infatti oltre a essere oggetto della geografia, ne è anche artefice; nelle sue molteplici attività fa continuo riferimento ai luoghi, allo spazio che gli permette il movimento. Ognuno di noi ha dei luoghi ai quali sono legati ricordi che fanno sì che quei posti diventino importanti.

Se pensiamo all’esempio più significativo di movimento, troviamo il viaggio. Una delle caratteristiche del viaggio che mi ha sempre lasciata perplessa è che alla fine si ritorna a quella casa che non è altro che una piccolissima porzione di mondo. Quando si studia la geografia a scuola, non ci si immagina che i luoghi siano così pieni di dettagli e che ogni persona abbia un luogo di riferimento specifico che per i più fortunati coincide con la casa. Molti nel mondo ignorano le strade che ogni giorno percorro e chi sono gli abitanti del mio quartiere, ma se io scendo sotto casa ho con qualunque cosa una sensazione di familiarità che non sfocia mai in smarrimento. Conosco i negozianti, le persone che vivono qui e per me loro partecipano e sono parte integrante della geografia di questo posto. Io stessa entro a far parte quindi di una geografia e questa ultima geografia fa sì che io sia quella che sono: Noemi è infatti anche le strade che percorre, i luoghi che frequenta, i posti in cui parcheggia la macchina, le panchine su cui siede, i bar dove beve il caffé e così via.

Questa riflessione nasce proprio adesso che le mie geografie stanno per cambiare di fronte alla possibilitàdi un eventuale trasloco e percepisco il cambiamento che farà sì che i miei punti geografici di riferimento non saranno più gli stessi. Cercherò quindi un appiglio in un posto che sia presente in ogni città, seguendo l’esempio di De Luca che nell’acqua delle fontanelle delle città gusta un segreto nascosto del luogo in cui si trova.

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