Principi

In questa giornata di tempo variabile decido di scrivere il primo post di questo blog. L’intento di questo inizio è quello di spiegare da dove viene la scelta di aprire questo spazio: tutto nasce da un bisogno. Fuori dalla camera da cui scrivo, trovo persone, gente e individui con cui costantemente mi confronto tramite dialoghi, ma tutto questo, che già è tanto, non mi basta. In questo momento della mia vita sento il bisogno di un confronto che passi anche attraverso la parola scritta, attraverso questo qualcosa che resta, che lascia un segno, che in un certo senso è più tangibile e meno effimero di un linguaggio orale.

Il desiderio con cui parto è quello che ci sia gente interessata a condividere certi pensieri e certe tematiche e che sia intenzionata ad avviare una sorta di relazione. Quello che sto iniziando può essere considerato una forma moderna di dono. L’antropologo Marcel Mauss ci insegna che la prima forma di dono è la parola e che laddove c’è la parola e quindi il dono, c’è di conseguenza anche la relazione, poiché la parola dà inizio alla relazione che è fatta di continui scambi.
Spero quindi in questo scambio che è l’espressione anche di un altro bisogno nato in me da un po’ di tempo.

Circa un anno fa ho avviato una corrispondenza via mail, che continua ancora oggi, con una ricercatrice di antropologia che in risposta alla mia mail mi scriveva: “che la cosa più rilevante è “tenersi” fra individui che, per
qualsiasi ragione, si riconoscono come compagni di strada”. In queste parole, a un anno di distanza, trovo che questo “tenersi” sia ancora la parola chiave delle relazioni umane e in questo momento anche di questo blog che non per nulla si intitola Appigli.

Ciò che scriverò saranno quindi una serie di domande che porto a chi mi vorrà leggere e una serie di dubbi sui quali sia chi ci si identificherà sia chi non si troverà in sintonia è chiamato a intervenire, se condivide i presupposti che guidano questo mio percorso.

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  1. daniela ha detto:

    Mi sono ricordata di questo progetto e sono contenta che abbia raggiunto questo primo, vero traguardo. Mi complimento per l’introduzione, che, diciamolo, non è niente male! Spero intensamente sia questo un luogo di riflessione, una data, un appuntamento della vita per raccontarsi, per raccontarti, giacchè di strada ne hai fatta e di cose da dire ce ne sono, già solo a vent’anni. Invito dunque i lettori a partecipare smisuratamente alle riflessioni, a condividere, a “tenersi”.
    Appigli. Che non siano solo punti di riferimento a cui aggrapparsi con passione, ma anche una maniera di sentirci vivi

  2. Anna ha detto:

    Complimenti per l’idea e per la sua elaborazione!
    Il tuo tentativo di creare un ponte per una probabile comunicazione o di fornire un appiglio, per giungere ad uno scambio di pensieri, è molto apprezzabile, specie in questo momento in cui il silenzio, legato allo sconforto, sta prendendo il sopravvento. E’ importante “tenersi” per non perdersi e per non perdere la speranza di ricominciare, attingendo alla parola scritta come ad una possibile fonte di rinascita.

  3. Giovanni ha detto:

    come promesso ti ho fatto visita e adesso ho capito le tue motivazioni, sempre triste ma ottimista, seria ma ingenua. Cioè belle, bellissime almeno quanto è confortante conoscere persone come te che non banalizzano, moralizzano, appiattiscono i loro pensiero nè (spero) quello degli altri

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