Facce
Strana la luce estiva che cambia il colore delle cose. Non è certo solo in superficie che tutto assume tonalità diverse, ma anche dentro, nel profondo, qualcosa cambia e tanto forse resta, ma resta mutato. Sento scivolare via la malinconia del passato, adesso, sulle note di Hotel Supramonte e le lacrime che si facevano cristallo tegliente nel versarsi sul viso, sono ricordi lontani di ferite che si erano sparse su tutto il corpo e che ora si trasformano in feritoie, fessure pronte all’accoglienza.
E’ difficile non innamorarsi. L’amore monologico dei mesi passati prende infinite direzioni e negli occhi miei, i mille volti che si susseguono sfuggono l’ipotesi del donarsi nell’accoglienza del desiderio. Così, mi ritrovo ad amare i passanti, quelle facce che rubano desiderio per pochi istanti, ma che tracciano nell’effimero segni importanti che si fanno sorrisi di fronte alla fantasia che trova sfogo nel possibile. Mi innamoro delle persone che mi sono vicine, le amicizie appena nate, che portano sorriso, impegno di legami profondi e nuovi, promessa di costruzione. Amo quei volti che ritornano, dopo lunghi mesi di assenza, volti cambiati da qualcosa che prima non c’era e che ora apre nuove strade, e cambiato è lo sguardo che si affievolisce, si addolcisce nella consapevolezza sempre maggiore della vita, nella disperata ricerca di un lavoro, di nuovi amori che possano essere per sempre.
Non è sempre lecito innamorarsi e spesso è cosa buona frenare certi desideri, come quando arrossisco, vergognosamente, al pensiero di qualcuno a cui non dovrei pensare, verso il quale il mio desiderio non può essere rivolto. E mi sorprendo da sola, e mi rimprovero, perché non è giusto farlo e se provo vergogna è perché so che non dovrei, ma forse è un desiderio troppo bianco, limpido, puro che non può far male e allora lascio che tutto sia così, leggero, estivo. Lascio che questi volti continuino a prendere i miei sorrisi, questa gioia sottile, delicata, che non lascia fuori nessuno, non esclude e che vuole solo essere speranza.
“E’ terribile essere una donna e avere diciassette anni. Dentro non si ha che un pazzo desiderio di donarsi.” Antonia Pozzi
Tags: Antonia Pozzi, Desiderio, Hotel Supramonte